RESTARE UMANI

Fermare Netanyahu per la salvezza di Israele

È in circolazione un documento (“Eleggiamo il domicilio a Gaza”, tra i firmatari, Tomaso Montanari, mons. Giovanni Ricchiuti, Ginevra Bompiani: per aderire,domiciliatiagaza@primaloro.com) con l’invito, rivolto a tutti, di dichiarare che Gaza è il proprio domicilio elettivo. Secondo l’ordinamento italiano il domicilio, diverso dalla residenza, è il luogo in cui c’è il fulcro delle proprie cure e interessi, il centro delle proprie preoccupazioni, l’incrocio dei propri rapporti col mondo esterno; e questo è effettivamente Gaza oggi per moltissime persone in tutto il mondo che sono preoccupate ed afflitte per la sua sorte. Si tratta perciò di un disperato tentativo di fermare il progetto di Netanyahu di liberare Gaza e Israele dalla presenza sul territorio del popolo palestinese, ed è il frutto di un giudizio politico sull’attuale fase della crisi. La valutazione politica è che, nonostante le dicerie su negoziati e tregue, Israele non si fermerà finché, come dice Netanyahu, non avrà “finito il lavoro”. E in realtà Netanyahu non si può fermare, e non si fermerà se continuerà ad avere il consenso e l’incitamento della maggioranza del Paese e se gli reggerà il cuore, perché altrimenti perderebbe ogni giustificazione, anche etica, di quello che ha fatto finora.

D’altronde, ora o mai più: perché nella fonte principale del potere anche militare di Israele, ovvero negli Stati Uniti, è in atto una politica di deportazione di massa di gruppi di popolazione considerati estranei alla identità americana, e ciò con molto minori ragioni di quelle che può accampare Israele. E quali sono queste ragioni? C’è una ragione che nella ideologia dello Stato moderno è considerata assoluta, sottratta perfino al diritto, e al diritto penale, nonché al giudizio etico, e questa è la ragion di Stato, considerata talmente scontata che a perseguirla, al di là della politica ufficiale, è addirittura deputata una istituzione pubblica, che sono i Servizi Segreti. E se non bastano i Servizi, l’opzione successiva è la guerra.

Ecco allora che cosa succede a Gaza. La ragion di Stato per cui si procede in quel modo non deve essere nemmeno indagata. Sta scritta nella Legge Fondamentale dello Stato, approvata dalla Knesset nel 2018, con la contrarietà del presidente israeliano, la quale statuisce la natura di Israele come Stato etnico, con un diritto originario al possesso di quella Terra, e la riserva “esclusivamente” al popolo ebraico del diritto all’autodeterminazione; ciò che pone termine alla lunga incubazione della questione palestinese ed esclude non solo lo Stato di Palestina (evocato ora non a caso dal segretario di Stato vaticano, Parolin), ma la stessa convivenza con una entità palestinese. La “sicurezza” di Israele è che questo assetto sia definitivamente realizzato (obiettivo, questo, dei patti di Abramo). Perciò l’occasione dell’attacco terroristico del 7 ottobre, non impedita e forse addirittura favorita o provocata, come sostenuto da molti in Israele, è quella che deve permettere di portare a compimento l’intero processo.

I mezzi non sono certo soavi: la cosiddetta “guerra” contro una controparte militare che non c’è, e l’estirpazione da Gaza ma poi dai Territori Occupati, dei palestinesi, in parte uccidendoli, in parte costringendoli all’espatrio, in parte (e sarebbero 600.000) confinati in una prigione a cielo aperto che il ministro della guerra di Netanyahu, Israel Katz, ha dato disposizione all’esercito di realizzare. E ciò nonostante le proteste ormai vibranti di molti Stati, delle Chiese e del Papa, e nonostante il prezzo da pagare della stima perduta dallo Stato di Israele e di un fomentato nuovo antisemitismo. Sicché fermare questo lavoro sarebbe nell’interesse vitale dello stesso Israele, contro il suo “suicidio” (Anna Foa). Che una grande massa di persone elegga ora il suo domicilio a Gaza, potrebbe idealmente rendere i figli e abitanti di quella terra così numerosi che diventi impossibile per chiunque pensare di sradicarli, di ucciderli o di trasformarli in servitori di ricchi bagnanti, e potrebbe essere un modo per costringere Israele a salvare se stesso e ridare al mondo la speranza che non sia impossibile “restare umani”.

814 risposte a “Fermare Netanyahu per la salvezza di Israele”

  1. Avatar Sabina de Tommasi
    Sabina de Tommasi

    Mandata mail. Grazie. Dobbiamo essere migliaia. Diffondo

    1. Avatar Caterina Becciu
      Caterina Becciu

      Come si fa?

    2. Avatar Franca
      Franca

      Intendo domiciliarmi a Gaza

  2. Avatar ECOSSE ROSSANA
    ECOSSE ROSSANA

    eleggo il mio domicilio a GAZA

  3. Avatar ECOSSE ROSSANA
    ECOSSE ROSSANA

    desidero prendere domicilio a Gaza

  4. Avatar Chiara Zaietta
    Chiara Zaietta

    Voglio essere domiciliata a Gaxa

  5. Avatar Ranieri
    Ranieri

    Eleggo il mio domicilio all’ospedale “amici del paziente” a Gaza perché tutto questo orrore non mi appartiene

    1. Avatar Raniero La Valle
      Raniero La Valle

      Le chiedo gentilmente di scrivere esplicitamente nome e cognome per aderire

      1. Avatar Guglielmo Loffredi
        Guglielmo Loffredi

        Eleggo il mio domicilio a Gaza.
        Gaza Gennaio 2009
        Gaza Luglio 2025
        👀
        Un popolo eletto
        l’altro dimenticato.
        Lungo chilometri di muro
        improbabili scalate
        senza zaini di coscienza.
        Parole consumate, abbandonate,
        come scarpe in battaglia.
        Gesù si è arreso a Gaza
        arrendetevi pure voi
        arrendetevi tutti!
        Prima che le lacrime
        esauriscano la speranza
        prima che la redenzione
        diventi utopia.
        Solo il cuore liquido
        dello stesso Padre
        congiungerà le sponde
        dell’anima che urla.

      2. Avatar Caterina Becciu
        Caterina Becciu

        Voglio essere domiciliata a Gaza

      3. Avatar Fiammetta Di Paola
        Fiammetta Di Paola

        Scelgo come mio domicilio l’ospedale Nasser di Khan Younis, perché là c’è il mio cuore.

  6. Avatar Carla Bernasconi
    Carla Bernasconi

    …purtroppo non possiamo per il momento che affidarci a gesti simbolici, sperando nella loro efficacia e aspettando di poter fare qualcosa di concreto per loro!

  7. Avatar Carla Bernasconi
    Carla Bernasconi

    Intendo domiciliari a Gaza

  8. Avatar Pietrina
    Pietrina

    Come gesto simbolico di protesta contro le stragi e l’orrore quotidiano degli assassini sionisti, scelgo il mio domicilio a Gaza, nel campo profughi di Jabalia, block 4/62, dove vive (viveva?) la mia figlia adottiva RANA EL AREENI.
    Adozione a distanza tramite SALAAM RAGAZZI DELL’ULIVO.

    GRAZIE PER L’INIZIATIVA.

  9. Avatar Francesca Fiorucci
    Francesca Fiorucci

    Non è solo un gesto simbolico, ma un gesto concreto, una presa di posizione, una risposta al silenzio assordante delle istituzioni.

  10. Avatar Maria D'Abruzzo
    Maria D’Abruzzo

    È poco, ma dobbiamo provarle tutte. Aderisco e diffondo.

  11. Avatar Annamaria Focante
    Annamaria Focante

    Eleggo mio domicilio a Gaza

  12. Avatar Alice
    Alice

    Voglio domiciliarmi a Gaza

    1. Avatar Massimo Chinello
      Massimo Chinello

      Eleggo il mio domicilio a Gaza

  13. Avatar Luisa Menis
    Luisa Menis

    Sperando di essere in molti a farlo, eleggo il mio domicilio a Gaza

  14. Avatar Meneguzzi Marcella
    Meneguzzi Marcella

    Il mio domicilio è a Gaza…grazie

  15. Avatar Anna Tarocchi
    Anna Tarocchi

    Eleggo il mio domicilio a Gaza

  16. Avatar Lia
    Lia

    Eleggo il mio domicilio a Gaza, affinche possa aiutare la sua ricostruzione

  17. Avatar Catia Tugnoli
    Catia Tugnoli

    Eleggo il mio domicilio a Gaza

  18. Avatar Marco Bertoli
    Marco Bertoli

    Io, Bertoli Marco, residente in Trieste, Italia, scelgo di eleggere mio domicilio in Gaza presso il Campo Profughi di Khan Yunis.

  19. Avatar Fernando
    Fernando

    Leggo il mio domicilio a Gaza.

  20. Avatar Fernando
    Fernando

    Leggo il mio domicilio a Gaza.

  21. Avatar Fernando
    Fernando

    Eleggo il mio domicilio a Gaza.

  22. Avatar Vincenzina Faccani
    Vincenzina Faccani

    Vorrei il domicilio a Gaza x abbracciare e proteggere da nonna tutti i bambini

  23. Avatar grazia attianese
    grazia attianese

    sono felice di aderire

  24. Avatar grazia attianese
    grazia attianese

    voglio che gaza ed i suoi abitanti conservino la proria terra

  25. Avatar Alba Di Carlo
    Alba Di Carlo

    Eleggo il mio domicilio a Gaza

  26. Avatar Cristina Mattei
    Cristina Mattei

    Non so quanto possa servire, ma bisogna tentare

  27. Avatar LUIGI
    LUIGI

    Inviata mail per comunicazioni domicilio elettivo a gaza presso chiesa del sacro Cuore

    1. Avatar Raniero La Valle
      Raniero La Valle

      Le chiedo gentilmente di comunicarmi il suo nome e cognome per registrarla come aderente

      1. Avatar Antonio Gallas
        Antonio Gallas

        Eleggo il mio domicilio a Gaza

      2. Avatar Biancamaria Zorzi
        Biancamaria Zorzi

        Desidero che Gaza sia il mio domicilio elettivo

  28. Avatar Donato Antonio Scarola
    Donato Antonio Scarola

    Eleggo mio domicilio GAZA , CISGIORDANIA e tutta la PALESTINA 🇵🇸 libera

  29. Avatar Carla
    Carla

    Eleggo mio domicilio a Gaza ne campo profughi di Jabalia

  30. Avatar Rosanna Giovonazzo
    Rosanna Giovonazzo

    Eleggo mio domicilio Gaza, tra i bimbi che muoiono per procurarsi da mangiare.

  31. Avatar Cristina DO

    Eleggo mio domicilio a Gaza presso l’ospedale Nasser di Kan Younis.
    Popolo d’Israele ribellati a questa vergogna che marchierà a vita il tuo Paese e ferma lo sterminio dei palestinesi.

  32. Avatar lara bettagno
    lara bettagno

    Provo sperando…

  33. Avatar antonio lonigro
    antonio lonigro

    Ho aderito eleggendo domicilio presso l’ospedale Nasser. Quello che avviene a Gaza è una macchia indelebile per tutti coloro che si voltano dall’altra parte o addirittura lo giustificano. La storia saprà rendere giustizia.

  34. Avatar Rosa Siciliano
    Rosa Siciliano

    Eleggo domicilio a Gaza presso ospedale Nasser di Khan Younis. Rosa Siciliano

  35. Avatar Marcella
    Marcella

    Eleggo il mio domicilio all’ospedale “amici del paziente” a Gaza

  36. Avatar Amabile Carretti
    Amabile Carretti

    Eleggo il mio domicilio a Gaza

  37. Avatar Adriana Oliva
    Adriana Oliva

    Il mio domicilio è a Gaza

  38. Avatar Fernanda Sergio di Donnamasa
    Fernanda Sergio di Donnamasa

    Anche io leggo il mio domicilio a Gaza

  39. Avatar Lucia Odorizzi
    Lucia Odorizzi

    Leggo il mio domicilio a Gaza all’ospedale Nasser di Kan Younis

  40. Avatar Marinella Ghidini
    Marinella Ghidini

    Desidero che il mio domicilio elettivo sia a Gaza City – Palestina

  41. Avatar Eleonora
    Eleonora

    Eleggo il mio domicilio a Gaza.

  42. Avatar Carlo Kutufà
    Carlo Kutufà

    Eleggo come mio domicilio a Gaza la Biblioteca Samir Mansour.
    Gaza è il centro del mio amore e dalla mia preoccupazione.

    Mi sarei francamente rotto le scatole di gesti simbolici e di flashmob: ma non lascio niente, faccio di tutto.

    Mi vergogno di essere bianco, occidentale, che ha fondato la ricchezza del proprio S/stato su una storia di colonialismo

  43. Avatar Maria Teresa Catturi
    Maria Teresa Catturi

    Eleggo il mio domicilio a Gaza

  44. Avatar susanna
    susanna

    Anche io vorrei avere il mio domicilio a Gaza

  45. Avatar susanna
    susanna

    Basta alla guerra, a tutte le guerre

  46. Avatar Silvia Levoni
    Silvia Levoni

    Hi inviato email. Eleggo gaza come mio domicilio, Moschea Al-Faruk di Rafah.

  47. Avatar Lorenzo Feltrin
    Lorenzo Feltrin

    Io ho eletto il mio domicilio presso l’ospedale Nasser di Kan Younis, dove trove evidenza che ciò è stato registrato?

  48. Avatar Agostino Delle Femmine
    Agostino Delle Femmine

    Ho mandato mail con richiesta di domicilio.

  49. Avatar Paola Orlovich
    Paola Orlovich

    Voglio domiciliari a Gaza

  50. Avatar Silvana Giansiracusa
    Silvana Giansiracusa

    Voglio domiciliarmi a Gaza

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